CERT.REI o DICH.PROD: quando servono, firme e allegati

Una porta tagliafuoco appena installata, una parete in cartongesso o una trave protetta con vernice intumescente non richiedono necessariamente lo stesso documento. Per scegliere tra CERT.REI e DICH.PROD bisogna individuare che cosa si sta verificando, quale prestazione è richiesta e quali condizioni sono state realizzate in cantiere. Compilare il modello corretto è l’ultimo passaggio di questa verifica.

Il CERT.REI certifica la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi portanti o separanti, con esclusione delle porte e degli elementi di chiusura. Il DICH.PROD dichiara la rispondenza dei prodotti alle prestazioni richieste, nei casi previsti dalla normativa. Per un elemento protetto possono servire entrambi: uno riguarda l’elemento e l’altro il prodotto che lo protegge.

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Quando servono CERT.REI e DICH.PROD e chi li firma

Il D.M. 7 agosto 2012, allegato II, distingue la certificazione degli elementi costruttivi dalla dichiarazione dei prodotti. Per la resistenza al fuoco, la circolare VVF n. 1681 dell’11 febbraio 2014 chiarisce quando utilizzare i due modelli e quando affiancarli. Il punto decisivo è la prestazione dell’elemento effettivamente presente nell’edificio, non soltanto il nome commerciale del materiale acquistato.

Come scegliere il documento per la resistenza al fuoco
SituazioneDocumentoChi lo firma
Travi, pilastri, solai e pareti portanti o separantiCERT.REI, sulla base della verifica dell’elemento in operaProfessionista antincendio iscritto negli elenchi del Ministero dell’interno, nell’ambito delle proprie competenze
Porte resistenti al fuoco, sigillature e altri prodotti nei casi indicati dalla circolareDICH.PROD, con verifica della documentazione e della corretta posaTecnico abilitato incaricato del coordinamento, della direzione o della sorveglianza dei lavori; in assenza di queste figure, professionista antincendio
Elemento costruttivo protetto con rivestimenti, intonaci, lastre o verniciCERT.REI dell’elemento protetto e DICH.PROD del prodotto protettivoOgni documento è firmato dalla figura prevista per la relativa prestazione

La distinzione tra le firme è concreta: l’iscrizione all’albo professionale, da sola, non consente di firmare un CERT.REI. Per il DICH.PROD, il tecnico abilitato deve avere l’incarico previsto dal decreto; in mancanza, serve il professionista antincendio. La dichiarazione di corretta posa rilasciata dall’installatore è un documento a supporto della verifica e non sostituisce la firma richiesta sul modello ministeriale.

Questa tabella riguarda la resistenza al fuoco. Il DICH.PROD comprende anche prodotti soggetti a requisiti di reazione al fuoco e, secondo la nota del modello, dispositivi di apertura applicati a porte lungo le vie di esodo prive del requisito di resistenza al fuoco. Sono ambiti da valutare separatamente: la classe di reazione di un materiale non dimostra la resistenza al fuoco di una parete.

Come compilare i modelli e preparare gli allegati

Si parte dalla pratica antincendio e dagli elaborati disponibili: occorre capire quali elementi sono interessati, dove si trovano e quale prestazione devono garantire. A ogni elemento o prodotto si assegna un codice, da riportare nello stesso modo sul modello e sulla planimetria. Una sigla come P01 o PF01 può essere utile per rintracciare una parete o una porta, purché abbia un significato chiaro negli elaborati. Il codice, però, non deve nascondere differenze di materiale, geometria, posa o prestazione tra elementi raggruppati.

Nel CERT.REI si compilano i dati del professionista antincendio, dell’attività e della proprietà, il riferimento della pratica e la tabella degli elementi certificati. Per ogni elemento tipo si indicano posizione, classe di resistenza al fuoco, descrizione e metodo di valutazione: sperimentale, tabellare o analitico. La descrizione deve permettere di riconoscere l’elemento e comprenderne le caratteristiche rilevanti, comprese dimensioni, materiali, schema statico quando pertinente e protezioni presenti. La valutazione deve considerare anche unioni e dettagli costruttivi; una scheda commerciale o una fotografia, da sole, non dimostrano la prestazione dell’elemento in opera.

Nel DICH.PROD si identificano il firmatario, l’attività e i prodotti installati. Per ciascun prodotto tipo si riportano ubicazione, descrizione, produttore, prestazione pertinente e riferimenti che consentono di risalire alla documentazione di qualificazione. Vanno richiamati i documenti applicabili al prodotto e al suo regime: per esempio omologazione, rapporto di classificazione, riferimenti della marcatura CE e dichiarazione di prestazione, quando previste. Non basta scrivere «materiale certificato»: il prodotto indicato deve coincidere con quello effettivamente posato e con l’impiego consentito dalla sua documentazione.

I documenti da raccogliere cambiano con la verifica. Per il CERT.REI possono comprendere relazioni di calcolo integrali, rapporti di classificazione o di prova, estratti dei fascicoli tecnici e rilievi che documentano le caratteristiche effettive. Per il DICH.PROD occorrono i documenti pertinenti del produttore, le istruzioni di posa e gli elementi che permettono di verificare la posa eseguita, inclusa la dichiarazione dell’installatore quando prevista o necessaria. Nel nostro approfondimento sul DICH.PROD trovi anche il rapporto con DoP e marcatura CE.

Il modello deve riportare l’elenco degli allegati, il numero di pagine e delle tavole riepilogative, data e firma nei campi previsti. Gli allegati tecnici richiamati sono consegnati al titolare e fanno parte del fascicolo disponibile per i controlli, secondo il decreto e le note dei modelli. La certificazione o dichiarazione presentata a corredo della SCIA e il fascicolo tecnico reso disponibile all’indirizzo indicato nella SCIA hanno quindi funzioni diverse: non si deve presumere che ogni allegato vada trasmesso indistintamente al Comando.

Se mancano informazioni, la prima attività è individuarle e recuperarle dal produttore, dall’installatore, dal progetto o mediante accertamenti adeguati. Un CERT.REI o un DICH.PROD non può colmare con una formula generica l’assenza delle verifiche necessarie. Per la documentazione degli impianti il percorso è diverso: consulta la guida a Di.Co., Di.Ri., DICH.IMP e CERT.IMP con esempi compilati.

Porte tagliafuoco, pareti e ripristini: cosa controllare

Per una porta resistente al fuoco, il documento di riferimento è il DICH.PROD, secondo la circolare 1681/2014. Lo stesso titolo del CERT.REI esclude porte ed elementi di chiusura. Questo non significa che sia sufficiente raccogliere un certificato della porta: bisogna verificarne identificazione, prestazione richiesta, documenti del produttore, supporto di installazione e posa effettiva. Anche accessori, maniglioni e dispositivi di chiusura devono essere coerenti con la configurazione documentata e con l’uso previsto.

Il raccordo tra telaio e parete merita un controllo specifico. Tipo di parete, modalità di fissaggio, giochi, materiali del giunto e dimensioni devono rispettare le condizioni ammesse dalla documentazione della porta. Un prodotto scelto perché commercializzato come «antincendio» non è automaticamente adatto a qualsiasi giunto o supporto. Se sono presenti sganci elettromagnetici, vanno distinti il dispositivo e la compatibilità della chiusura dalla documentazione e dalle verifiche dei collegamenti e dell’impianto che lo comanda.

Un ripristino di parete non coincide con la porta. Se l’intervento modifica o ricostruisce una porzione dell’elemento separante, occorre verificare la prestazione della parete e definire se sia necessaria una certificazione o l’aggiornamento di quella esistente. L’eventuale CERT.REI riguarda l’elemento separante valutato e il relativo ambito, non diventa un generico «CERT.REI della porta». Se invece si tratta di una sigillatura di attraversamento o di un giunto lineare, la circolare prevede il DICH.PROD per il sistema specifico, con le condizioni di impiego e posa documentate. La scelta deve quindi partire da ciò che è stato realmente realizzato.

Un caso ricorrente, proposto qui soltanto come esempio di lettura, è una nuova porta inserita in una parete leggera esistente: servono i documenti della porta e la verifica della sua installazione, ma anche la conoscenza della stratigrafia della parete e del ripristino del vano. Il solo documento della porta non estende la sua classificazione all’intera parete. Analogamente, per una trave protetta con vernice intumescente, il DICH.PROD del protettivo non sostituisce il CERT.REI della trave protetta.

Per le altre tipologie puoi consultare la trascrizione completa della tabella della circolare, con legenda e note. Le indicazioni dei metodi sono orientative e non vietano altri metodi di verifica ammessi dalla disciplina applicabile.

Consulta la tabella completa VVF: 29 tipologie, legenda e note

Tabella CERT.REI e DICH.PROD per prodotto ed elemento costruttivo

Le tabelle seguenti trascrivono la tabella 1 della circolare VVF n. 1681/2014, mantenendone le 29 righe, i metodi e i rinvii alle note. Le categorie sono quelle del D.M. 16 febbraio 2007.

La circolare precisa che le indicazioni sul metodo di valutazione sono indicative e non limitano l’impiego di altri metodi di verifica previsti dal D.M. 16 febbraio 2007. I trattini riproducono quelli presenti nella fonte: non vanno interpretati, da soli, come divieti generali di impiegare un metodo.

Legenda dei metodi e dei documenti

Sigle utilizzate nella tabella della circolare
SiglaSignificato
TMetodo tabellare del D.M. 16 febbraio 2007 e, per i muri portanti, della circolare prot. 1968 del 15 febbraio 2008.
AMetodo analitico con gli Eurocodici.
SMetodo sperimentale del D.M. 16 febbraio 2007, allegato B.
CModello CERT.REI.
DModello DICH.PROD.
DCDichiarazione di conformità dell’impianto ai sensi del D.M. 37/2008.
DI/CIModello DICH.IMP o CERT.IMP, secondo il caso.

Elementi portanti, portanti e compartimentanti, prodotti protettivi

Categorie A.1, A.2 e A.3
CategoriaIdentificativoProdotto / elemento costruttivoTASNote
A.1 — Elementi portantiA.1.1Muri, solai, travi, colonneCCC—
A.1 — Elementi portantiA.1.1Tetti, balconi, scale, passerelle—CC—
A.2 — Elementi portanti e compartimentantiA.2.1MuriCCC—
A.2 — Elementi portanti e compartimentantiA.2.2SolaiCCC—
A.2 — Elementi portanti e compartimentantiA.2.2Tetti—CC—
A.3 — ProtettiviA.3.1Controsoffitti privi di intrinseca resistenza al fuoco—D——
A.3 — ProtettiviA.3.2Rivestimenti, pannelli, intonaci, vernici e schermi protettivi dal fuoco—D——

Elementi non portanti

Categoria A.4
CategoriaIdentificativoProdotto / elemento costruttivoTASNote
A.4 — Elementi non portantiA.4.1Pareti divisorie (comprese quelle che presentano parti non isolate)CCC—
A.4 — Elementi non portantiA.4.2Controsoffitti dotati di intrinseca resistenza al fuoco——C—
A.4 — Elementi non portantiA.4.3Facciate (curtain walls) e muri esterni (che includono parti vetrate)—CC—
A.4 — Elementi non portantiA.4.4Pavimenti sopraelevati——C—
A.4 — Elementi non portantiA.4.5Sistemi di sigillatura di fori passanti e di giunti lineari——D—
A.4 — Elementi non portantiA.4.6Porte e chiusure resistenti al fuoco (comprese quelle che includono parti vetrate e accessori), e rispettivi sistemi di chiusura——D—
A.4 — Elementi non portantiA.4.7Porte a prova di fumo——D—
A.4 — Elementi non portantiA.4.8Chiusure dei passaggi destinati ai nastri trasportatori e ai sistemi di trasporto su rotaia——D—
A.4 — Elementi non portantiA.4.9Canalizzazioni di servizio e cavedi——D—
A.4 — Elementi non portantiA.4.10Camini——D—
A.4 — Elementi non portantiA.4.11Rivestimenti per pareti e soffitti——D—

Ventilazione e installazioni tecniche

Categorie A.5 e A.6
CategoriaIdentificativoProdotto / elemento costruttivoTASNote
A.5 — VentilazioneA.5.1Condotte di ventilazione——D—
A.5 — VentilazioneA.5.2Serrande tagliafuoco——D—
A.6 — Installazioni tecnicheA.6.1Cavi elettrici e in fibre ottiche e accessori; condotte e sistemi di protezione dal fuoco per cavi elettrici——DCNota 1
A.6 — Installazioni tecnicheA.6.2Cavi e sistemi di cavi elettrici per la trasmissione di segnali di diametro ridotto (diametro inferiore a 20 mm e muniti di conduttori inferiori a 2,5 mm²)——DCNota 1

Sistemi di controllo dei fumi e del calore

Categoria A.7
CategoriaIdentificativoProdotto / elemento costruttivoTASNote
A.7 — Sistemi di controllo dei fumi e del caloreA.7.1Condotti di estrazione del fumo per comparto singolo——DI/CINota 2
A.7 — Sistemi di controllo dei fumi e del caloreA.7.2Condotti di estrazione del fumo resistenti al fuoco per comparti multipli——DI/CINota 2
A.7 — Sistemi di controllo dei fumi e del caloreA.7.3Serrande per il controllo del fumo di un comparto singolo——DI/CINota 2
A.7 — Sistemi di controllo dei fumi e del caloreA.7.4Serrande per il controllo del fumo di comparti multipli——DI/CINota 2
A.7 — Sistemi di controllo dei fumi e del caloreA.7.5Barriere al fumo——DI/CINota 2
A.7 — Sistemi di controllo dei fumi e del caloreA.7.6Evacuatori motorizzati di fumo e calore (ventilatori), giunti di connessione——DI/CINota 2
A.7 — Sistemi di controllo dei fumi e del caloreA.7.7Evacuatori naturali di fumo e calore——DI/CINota 2

Le note della circolare per la documentazione degli impianti

Nota 1: dichiarazione di conformità e impianti fuori dal D.M. 37/2008

Per le voci contrassegnate dalla Nota 1, la circolare rinvia alla dichiarazione di conformità dell’impianto prevista dall’articolo 7 del D.M. 22 gennaio 2008, n. 37. La dichiarazione deve citare i riferimenti dei documenti riportati nell’elenco allegati del modello DICH.PROD relativi ai prodotti impiegati.

Per gli impianti che non rientrano nel campo di applicazione del D.M. 37/2008, si ricorre, secondo il caso, al modello DICH.IMP o CERT.IMP, con le medesime indicazioni sui riferimenti documentali.

Nota 2: sistemi di controllo dei fumi e del calore e singoli prodotti

Per le voci contrassegnate dalla Nota 2, il rinvio è al DICH.IMP o al CERT.IMP, secondo il caso. Il modello deve citare i riferimenti dei documenti riportati nell’elenco allegati del DICH.PROD relativi ai prodotti impiegati.

Se vengono installati singoli prodotti per i quali non è riconducibile la compilazione ai modelli DICH.IMP o CERT.IMP citati, la circolare richiede la compilazione del DICH.PROD.

Per approfondire la distinzione tra i due modelli impiantistici, consulta DICH.IMP e CERT.IMP: quali sono le differenze?

Modelli da scaricare e assistenza per la tua pratica

La pagina ufficiale dei Vigili del Fuoco pubblica attualmente il PIN 2.2-2023 CERT.REI e il PIN 2.3-2018 DICH.PROD. La data più vecchia del DICH.PROD non significa che sia stato sostituito: conta la versione indicata nel repertorio ufficiale. Per evitare di compilare una versione superata, qui trovi il CERT.REI 2023 direttamente dalla fonte VVF e il DICH.PROD editabile già presente nel nostro archivio.

Puoi consultare anche la raccolta dei modelli per la prevenzione incendi. Il riferimento per controllare le versioni resta la modulistica ufficiale VVF. Questa guida è stata verificata il 29 settembre 2026 e si basa sul D.M. 7 agosto 2012, allegato II, sui modelli ministeriali e sulla circolare 1681/2014.

FSEng Ingegneria Antincendio s.r.l. affianca imprese, proprietari e professionisti nella verifica della documentazione, nei sopralluoghi e nelle verifiche di resistenza al fuoco. Dalla sede di Busto Arsizio lavoriamo su incarichi in Lombardia e seguiamo attività anche in Puglia e Veneto, definendo con il committente gli accertamenti necessari. L’assistenza può riguardare un singolo elemento, le porte di un edificio o il coordinamento della documentazione a corredo della SCIA.

Per iniziare, indicaci dove si trova l’attività, quali elementi devi documentare e se hai già progetto, planimetrie, schede del produttore e documenti di posa. Ti aiutiamo a capire quali verifiche servono e come impostare la compilazione, con un incarico coerente con le responsabilità di firma previste.

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