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SCIA antincendio e progetto per palestre e centri sportivi
Per aprire una palestra o un centro sportivo soggetto ai controlli dei Vigili del Fuoco, il percorso comprende la valutazione del progetto e la SCIA antincendio prima dell’esercizio. La pratica va impostata sulla configurazione reale: superfici, persone presenti, discipline svolte, eventuali spettatori, caratteristiche dell’edificio e impianti. Limitarsi a chiedere “quanto costa la SCIA?” quando i lavori sono già conclusi può far emergere interventi e documenti non previsti.
Questa guida riguarda il percorso operativo di palestre fitness, sale per corsi e centri sportivi, compresi gli impianti con campi da padel al chiuso. Le condizioni di ciascuna attività devono essere verificate: la denominazione commerciale, l’iscrizione a un’associazione o l’assenza di spettatori non bastano a stabilire quali adempimenti servano. Per approfondire la scelta delle regole tecniche puoi leggere anche la nostra guida alla normativa antincendio per palestre private.
Quando servono progetto e SCIA antincendio per una palestra
Il punto 65 dell’allegato I al D.P.R. 151/2011 comprende palestre, impianti e centri sportivi pubblici e privati con capienza superiore a 100 persone oppure superficie lorda in pianta al chiuso superiore a 200 m². È sufficiente superare una delle due soglie. Per l’attività 65 non è prevista la categoria A: la categoria è B fino a 200 persone e C oltre 200.
| Situazione ipotizzata | Attività 65 | Percorso per una nuova attività |
|---|---|---|
| 180 m² al chiuso e 90 persone | Soglie non superate | Verificare comunque sicurezza, luoghi di lavoro e altre attività soggette. |
| 300 m² al chiuso e 80 persone | Categoria B | Valutazione del progetto e successiva SCIA antincendio. |
| 180 m² al chiuso e 120 persone | Categoria B | Valutazione del progetto e successiva SCIA antincendio. |
| 600 m² al chiuso e 220 persone | Categoria C | Valutazione del progetto e successiva SCIA antincendio; controllo obbligatorio del Comando. |
La superficie da verificare è quella lorda in pianta al chiuso, non soltanto lo spazio tra gli attrezzi o l’area dei campi. Nella ricognizione iniziale raccogliamo perciò le superfici dei diversi ambienti, i collegamenti e gli usi previsti. Anche il numero degli iscritti è un dato diverso dalle persone contemporaneamente presenti: per descrivere l’esercizio occorre considerare utenti, personale e le altre presenze pertinenti alla configurazione.
Essere soggetti all’attività 65 non rende automaticamente una palestra un locale di pubblico spettacolo. La verifica antincendio, le eventuali procedure di agibilità per spettacoli o manifestazioni e gli altri titoli necessari all’apertura devono essere esaminati ciascuno nel proprio ambito. Una SCIA presentata per finalità commerciali o edilizie non sostituisce quella di prevenzione incendi.
Il progetto antincendio: cosa verificare prima dei lavori
Per una nuova attività in categoria B o C si presenta al Comando competente l’istanza di valutazione del progetto. Relazione ed elaborati grafici devono descrivere l’attività e giustificare le misure previste. Per approfondire il servizio puoi consultare la pagina FSEng sulla valutazione del progetto per l’attività 65.
Il primo passo del progettista è individuare il riferimento tecnico corretto. Il D.M. 18 marzo 1996 e il chiarimento VVF 13235 del 6 agosto 2025 richiedono di distinguere le attività sportive rientranti nel campo del decreto dalle palestre che non vi rientrano. L’articolo 20 riguarda impianti con non più di 100 spettatori o privi di spettatori, nel relativo campo di applicazione: il parametro degli spettatori non coincide con la capienza utilizzata per l’attività 65.
Per i luoghi di lavoro va inoltre verificato il D.M. 3 settembre 2021: in assenza di una regola tecnica applicabile e delle condizioni di basso rischio, l’articolo 3 rinvia al Codice di prevenzione incendi. I criteri semplificati del cosiddetto Minicodice non si applicano automaticamente alle piccole palestre soggette. Anche la RTV V.15, dedicata all’intrattenimento e allo spettacolo pubblico, non va estesa indistintamente agli impianti sportivi.
Nella preparazione del progetto è utile affrontare insieme layout ed esodo. Reception, tornelli, attrezzature, sale corsi e spogliatoi devono essere rappresentati con gli ingombri effettivi. Una porta presente sulla planimetria non garantisce da sola un percorso utilizzabile: occorre confrontare il disegno con il sopralluogo, osservare dove conduce l’uscita e verificare le modalità di apertura. Consigliamo di risolvere questi aspetti prima di ordinare arredi e attrezzature difficili da spostare.
La stessa attenzione va riservata a strutture, separazioni e impianti. Un controsoffitto nuovo, un soppalco esistente o una parete modificata possono richiedere verifiche specifiche. Per le strutture dello stabile è disponibile il servizio di verifica della resistenza al fuoco; per reti idranti, rivelazione e altri sistemi, il servizio di progettazione degli impianti antincendio. Le dotazioni necessarie si definiscono nel progetto, senza presumere che siano identiche in ogni palestra.
La SCIA antincendio: verifiche, firme e documenti
La SCIA viene presentata prima dell’esercizio dell’attività soggetta, dopo aver realizzato e verificato le misure previste. Il D.M. 7 agosto 2012 disciplina il fascicolo: segnalazione del responsabile, asseverazione del tecnico abilitato, certificazioni e dichiarazioni pertinenti e adempimenti di pagamento. Le firme richieste dipendono dal documento; alcune certificazioni sono riservate al professionista antincendio.
Consigliamo di organizzare la raccolta già durante i lavori. Per ogni elemento importante si può predisporre una scheda che riporti ubicazione, impresa esecutrice, documento atteso e soggetto incaricato della verifica. Un esempio è la porta resistente al fuoco: il fascicolo deve consentire di riconoscere il prodotto installato e di ricostruire la documentazione pertinente alla sua posa. Una cartella di schede commerciali senza riferimenti ai locali rende invece più difficile il controllo finale.
Per strutture, prodotti e impianti non è corretto scegliere i modelli soltanto in base al loro nome. I nostri approfondimenti su CERT.REI e DICH.PROD: quando servono, firme e allegati e sulle differenze tra DICH.IMP e CERT.IMP aiutano a orientare la raccolta. Il professionista deve comunque stabilire quali documenti siano necessari per le opere presenti nella palestra.
La fase conclusiva richiede un confronto tra progetto, opere e fascicolo. Prima dell’invio è utile verificare che le planimetrie rappresentino lo stato effettivo, che i documenti siano firmati dai soggetti corretti e che eventuali variazioni siano state valutate. Se emerge una differenza rispetto al progetto, la gestione deve avvenire sul piano tecnico e procedurale; non basta descriverla con una nota informale.
Il servizio FSEng per la SCIA antincendio di palestre e impianti sportivi comprende l’esame della situazione e l’individuazione della documentazione da acquisire. Per il gestore, l’obiettivo è arrivare all’apertura con una configurazione verificata e un fascicolo utilizzabile anche nelle successive manutenzioni o modifiche.
Palestre esistenti, nuovi campi da padel e ampliamenti
Per un’attività già aperta, il lavoro inizia dalla pratica esistente: progetto valutato, SCIA, eventuale CPI, rinnovi e documenti successivi. È utile predisporre una cronologia delle modifiche e confrontarla con lo stato dei locali. La mancanza di documenti nel proprio archivio non prova da sola l’assenza della pratica: può essere necessario un accesso agli atti del Comando.
Nuove sale, aumento della capienza, soppalchi, coperture dei campi, modifiche delle uscite o degli impianti richiedono di valutare l’effetto sulle condizioni di sicurezza. Quando una modifica comporta aggravio, per le categorie B e C occorre una nuova valutazione del progetto. Per le altre modifiche il D.M. 7 agosto 2012 distingue gli adempimenti: non ogni intervento richiede lo stesso procedimento. Per l’attività 65 il rinnovo periodico ordinario è quinquennale; non sostituisce la valutazione delle modifiche.
Consideriamo, come esempio organizzativo, un centro che aggiunge campi da padel coperti e un’area di attesa. Prima di definire l’incarico chiediamo la planimetria dello stato attuale e di quello previsto, il tipo di copertura, gli accessi e le modalità di utilizzo. La verifica deve comprendere la configurazione complessiva e le eventuali interferenze con le parti già esistenti. Il solo numero dei giocatori presenti su un campo non descrive tutte le presenze del centro.
Anche la gestione va progettata insieme ai locali. È utile concordare chi controlla i percorsi prima dell’apertura, come viene segnalata un’emergenza, chi assiste gli utenti e come si mantiene accessibile il fascicolo. I turni e la distribuzione del personale sono dati da fornire al professionista. Il numero degli addetti e il livello della formazione non si ricavano automaticamente dal nome “palestra” e vanno determinati considerando il quadro normativo applicabile.
Documenti da inviare e come richiedere un preventivo
Per una prima valutazione ti chiediamo il Comune e l’indirizzo dell’immobile, una planimetria leggibile, le superfici, l’utilizzo previsto e la capienza ipotizzata. Aggiungi le discipline praticate, l’eventuale presenza di spettatori, una breve descrizione degli impianti e le informazioni disponibili sulle strutture. Se l’attività è esistente, invia anche i riferimenti della pratica VVF e indica quali lavori o cambiamenti vuoi realizzare.
Non serve attendere di avere un fascicolo perfetto per contattarci. È più utile distinguere i documenti già disponibili da quelli da reperire, segnalando eventuali dubbi: un soppalco senza elaborati, un impianto modificato, la mancanza delle certificazioni di una parete o una vecchia planimetria. Queste informazioni permettono di definire sopralluoghi, verifiche e attività necessarie con maggiore precisione.
Il costo del progetto e della SCIA dipende dalle prestazioni richieste: nuova apertura o aggiornamento, rilievi, documentazione esistente, verifiche strutturali, progettazione impianti e assistenza durante i lavori. Nel preventivo è utile distinguere l’attività professionale, gli oneri amministrativi e gli eventuali interventi delle imprese. Dare una cifra unica sulla sola superficie, senza conoscere la situazione, rischia di lasciare fuori parti essenziali del lavoro.
FSEng affianca gestori, proprietari e progettisti nella prevenzione incendi di palestre e centri sportivi, dalla verifica preliminare alla valutazione del progetto, alla raccolta delle certificazioni e alla SCIA. Operiamo dalla sede di Busto Arsizio per interventi in Lombardia, anche nelle province di Milano, Varese, Monza e Brianza, Como e Bergamo, e seguiamo incarichi sul territorio nazionale.
Fonti e aggiornamento: 12 ottobre 2026. D.P.R. 151/2011, artt. 3, 4 e 5 e allegato I, attività 65; D.M. 7 agosto 2012, artt. 3 e 4 e allegati; D.M. 18 marzo 1996, artt. 1 e 20, nel testo coordinato VVF di marzo 2026, con chiarimento 13235/2025; D.M. 3 settembre 2021, art. 3; D.M. 22 novembre 2022 per il campo della RTV V.15. Gli esempi e i suggerimenti di organizzazione del lavoro sono indicazioni redazionali FSEng, da adattare alla configurazione concreta.





