DICH.IMP e CERT.IMP: differenze e quando usarli

Il DICH.IMP è la dichiarazione firmata dall’installatore; il CERT.IMP è la certificazione firmata da un professionista antincendio dopo gli accertamenti sull’impianto. Cambiano il soggetto che assume la responsabilità, le verifiche e la documentazione di supporto.

Per scegliere il documento corretto occorre prima stabilire se l’impianto rientra nel D.M. 37/2008, quali regole di prevenzione incendi si applicano e quali documenti sono disponibili. La sola mancanza del progetto non rende automaticamente utilizzabile il CERT.IMP.

Prima distinzione: l’impianto rientra nel D.M. 37/2008?

Per gli impianti rilevanti ai fini della sicurezza antincendio che rientrano nel D.M. 37/2008, il punto 3.2 dell’Allegato II al D.M. 7 agosto 2012 richiede la dichiarazione di conformità prevista dall’articolo 7 del decreto sugli impianti. Il progetto e gli allegati obbligatori fanno parte del fascicolo che il titolare deve rendere disponibile per i controlli.

Per gli impianti e i componenti rilevanti ai fini antincendio che ne sono esclusi, il successivo punto 3.3 distingue invece la dichiarazione dell’installatore, corredata dal progetto, dalla certificazione del professionista antincendio prevista in assenza di quel progetto. Questo quadro generale va letto insieme alle disposizioni specifiche applicabili all’impianto, comprese quelle sulla protezione attiva.

Riferimento: D.M. 7 agosto 2012, Allegato II, punti 3.2 e 3.3.

DICH.IMP: chi lo firma e cosa dichiara

Il modello PIN 2.4-2018 DICH.IMP riguarda la dichiarazione di corretta installazione e funzionamento dell’impianto. Lo firma l’installatore, che identifica l’impianto e il progetto di riferimento e attesta la conformità della realizzazione alla regola dell’arte.

La dichiarazione comprende il rispetto del progetto, l’applicazione delle disposizioni e delle norme tecniche pertinenti, l’impiego di componenti adatti e l’esito positivo delle verifiche di sicurezza e funzionalità.

Gli allegati indicati nel modello sono:

  • il progetto dell’impianto nella configurazione effettivamente realizzata;
  • la relazione sulle tipologie di materiali e componenti impiegati;
  • il manuale d’uso e manutenzione;
  • gli eventuali ulteriori documenti da specificare nel modello.

Il progetto richiamato dal punto 3.3 dell’Allegato II è firmato da un tecnico abilitato. La firma del DICH.IMP resta dell’installatore: progettazione e dichiarazione dell’installazione hanno ruoli distinti. I documenti di supporto vengono consegnati al responsabile dell’attività e conservati nel fascicolo disponibile per i controlli.

Consulta il modello ufficiale DICH.IMP.

CERT.IMP: verifiche e responsabilità del professionista antincendio

Il PIN 2.5-2018 CERT.IMP è il modello di certificazione di rispondenza e di corretto funzionamento dell’impianto. Il firmatario è un professionista antincendio iscritto all’albo professionale e negli elenchi del Ministero dell’Interno previsti dall’articolo 16 del D.Lgs. 139/2006, che opera nell’ambito delle proprie competenze.

Il professionista esegue sopralluoghi e accertamenti e valuta l’impianto tenendo conto anche dell’uso e delle condizioni di esercizio. La certificazione attesta la realizzazione a regola d’arte e il regolare funzionamento; non consiste soltanto nella compilazione del modulo.

Il modello prevede come allegati:

  • lo schema dell’impianto realizzato, con caratteristiche, prestazioni e dati dei componenti;
  • il rapporto delle verifiche sulle prestazioni e sul funzionamento;
  • il manuale d’uso e manutenzione;
  • gli eventuali ulteriori documenti da specificare.

Anche questi allegati vengono consegnati al responsabile dell’attività e fanno parte del fascicolo da rendere disponibile. Il modello riguarda un singolo impianto: per più impianti si predispongono modelli distinti.

Consulta il modello ufficiale CERT.IMP.

DICH.IMP e CERT.IMP a confronto

La tabella riassume il caso generale degli impianti esclusi dal D.M. 37/2008, disciplinato dal punto 3.3 dell’Allegato II al D.M. 7 agosto 2012. Le disposizioni specifiche possono aggiungere condizioni o documenti.

Differenze tra DICH.IMP e CERT.IMP
AspettoDICH.IMPCERT.IMP
Chi firmaInstallatore.Professionista antincendio.
DocumentoDichiarazione sull’installazione e sul funzionamento.Certificazione di rispondenza e funzionamento, basata su accertamenti.
Riferimento tecnicoProgetto dell’impianto realizzato, firmato dal tecnico abilitato.Nel caso previsto dal punto 3.3, schema dell’impianto e verifiche in assenza del progetto; applicabilità da verificare.
Supporto documentaleProgetto, relazione sui materiali e componenti, manuale.Schema, rapporto delle verifiche, manuale.
Modello VVFPIN 2.4-2018.PIN 2.5-2018.

Impianti di protezione attiva: perché l’assenza del progetto non basta

Per gli impianti soggetti al D.M. 20 dicembre 2012 occorre verificare anche il punto 3.2 dell’allegato. Nel caso della lettera a), per gli impianti esclusi dal D.M. 37/2008, il ricorso alla certificazione in sostituzione della documentazione mancante è riferito agli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del decreto, alle condizioni lì indicate.

Lo stesso punto contempla inoltre casi in cui la certificazione integra la documentazione ordinaria: per esempio gli impianti realizzati secondo norme di organismi di standardizzazione internazionalmente riconosciuti nel settore antincendio, trattati alla lettera b).

Prima di scegliere il modulo vanno quindi ricostruiti la data di realizzazione, la documentazione disponibile, le norme di progetto e il quadro normativo dell’attività. Non è corretto applicare indistintamente la regola “manca il progetto, quindi basta il CERT.IMP”.

CERT.IMP e dichiarazione di rispondenza sono lo stesso documento?

Non vanno considerati automaticamente equivalenti. La dichiarazione di rispondenza prevista dall’articolo 7, comma 6, del D.M. 37/2008 ha propri presupposti: riguarda gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del decreto per i quali la dichiarazione di conformità non sia stata prodotta o non sia reperibile, e richiede i requisiti professionali indicati dalla norma.

La scelta del documento dipende dal caso concreto e dalle condizioni della disposizione applicabile, non soltanto dal nome del modulo. Riferimento: D.M. 37/2008, articolo 7.

Dove trovare i modelli e come preparare la verifica

Per compilare i documenti, consulta la guida con esempi compilati di Di.Co., Di.Ri., DICH.IMP e CERT.IMP: trovi schermate dei modelli, firme richieste e file scaricabili.

La pagina nazionale della modulistica dei Vigili del Fuoco pubblica i modelli DICH.IMP e CERT.IMP. Per un impianto esistente è utile raccogliere progetto, dichiarazioni disponibili, schede dei componenti, verbali delle prove e manuale, così da individuare le verifiche e gli eventuali documenti mancanti.

Se la pratica riguarda anche prodotti o elementi costruttivi resistenti al fuoco, consulta l’approfondimento sulle differenze tra CERT.REI e DICH.PROD: questi modelli hanno finalità diverse da quelle della documentazione degli impianti.

Per valutare progettazione e documentazione del tuo impianto, scopri il servizio FSEng dedicato agli impianti antincendio.

Supporto ai professionisti antincendio

Per impostare la verifica documentale dell’impianto, indicaci il tipo di impianto, l’anno di realizzazione, le modifiche intervenute e quali documenti possiedi già. Richiedi assistenza per DICH.IMP e CERT.IMP: valuteremo il percorso applicabile e gli accertamenti necessari. Se il progetto comprende anche analisi di Fire Safety Engineering, è disponibile il supporto specialistico FSE.

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