FSE: Stazioni aerostazioni e metropolitane – attività 78
Attività 78 del DPR 151/2011 – Stazioni aerostazioni e metropolitane
L’analisi FSE per stazioni aerostazioni e metropolitane deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono esodo del pubblico, controllo dei fumi e continuità operativa. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da superfici accessibili, flussi, livelli e infrastruttura.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Aerostazioni, stazioni ferroviarie, stazioni marittime, con superficie coperta accessibile al pubblico superiore a 5000 m2; metropolitane in tutto o in parte sotterranee
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per stazioni, aerostazioni e metropolitane
Aerostazioni, stazioni ferroviarie, terminal marittimi e metropolitane presentano discipline e scenari differenti. Si definiscono confini dello studio, interfacce con l’infrastruttura e configurazioni del servizio da rappresentare.
- Flussi del pubblico. Quali affollamenti e confluenze possono interessare banchine, atri, collegamenti e uscite? Servono dati motivati sui flussi, distribuzione temporale, geometrie, ingombri, occupanti con assistenza e modalità di diffusione dell’allarme.
- Incendi e fumi. Quali sorgenti sono pertinenti agli spazi effettivamente analizzati? Si distinguono mezzi, esercizi commerciali e locali tecnici, acquisendo geometrie, comunicazioni, ventilazione e caratteristiche dei sistemi di protezione realmente presenti.
- Interfacce operative. Come si coordinano evacuazione, gestione del servizio e intervento dei soccorsi? Occorrono procedure, accessi, comandi, responsabilità e condizioni delle aree comunicanti, comprese quelle esterne al perimetro del singolo modello.
Gli esiti devono esplicitare configurazioni e condizioni di servizio considerate. Strategie e criteri di un edificio ordinario non vanno trasferiti automaticamente alle diverse infrastrutture comprese nella voce.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su esodo del pubblico, controllo dei fumi e continuità operativa. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per stazioni aerostazioni e metropolitane, servono superfici accessibili, flussi, livelli e infrastruttura, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Stazioni aerostazioni e metropolitane · SCIA antincendio – Stazioni aerostazioni e metropolitane
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





