FSE: Depositi e logistica – attività 70
Attività 70 del DPR 151/2011 – Depositi e logistica
L’analisi FSE per depositi e logistica deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono resistenza delle strutture, propagazione, sprinkler e fumi. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da superficie, masse combustibili, altezze e scaffalature.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Locali adibiti a depositi di superficie lorda superiore a 1000 m2 con quantitativi di merci e materiali combustibili superiori complessivamente a 5000 kg
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per depositi e logistica
Per depositi e logistica lo scenario dipende da merci, imballaggi e configurazione di stoccaggio. Altezze e scaffalature devono rappresentare l’assetto operativo che si intende effettivamente mantenere.
- Strutture e propagazione. Quali incendi possono coinvolgere più scaffali o esporre gli elementi portanti? Servono geometrie, materiali, distanze, caratteristiche strutturali e dati documentati sui combustibili; gli effetti termici vanno collegati alle verifiche richieste.
- Protezione attiva e fumi. Quale contributo si può attribuire agli impianti realmente previsti? Occorrono tipologia, progetto, logiche di funzionamento e condizioni di disponibilità, discutendo la coerenza tra ipotesi di incendio, spegnimento e controllo dei fumi.
- Persone e automazione. Come raggiungono un luogo sicuro addetti e manutentori nelle aree occupabili? Si acquisiscono percorsi, soppalchi, accessi alle macchine, presenze e procedure, distinguendo zone automatizzate e postazioni di lavoro.
Lo studio deve esplicitare i limiti su merci, stoccaggio e impianti che sostengono la dimostrazione. Non basta verificare un capannone vuoto per descrivere l’esercizio di un magazzino.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su resistenza delle strutture, propagazione, sprinkler e fumi. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per depositi e logistica, servono superficie, masse combustibili, altezze e scaffalature, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Depositi e logistica · SCIA antincendio – Depositi e logistica
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





