FSE: Commercio esposizioni e fiere – attività 69
Attività 69 del DPR 151/2011 – Commercio esposizioni e fiere
L’analisi FSE per commercio esposizioni e fiere deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono esodo del pubblico, fumi e separazione tra vendita e deposito. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da superfici, merci, depositi e allestimenti.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Locali adibiti ad esposizione e/o vendita all’ingrosso o al dettaglio, fiere e quartieri fieristici, con superficie lorda superiore a 400 m2 comprensiva dei servizi e depositi. Sono escluse le manifestazioni temporanee, di qualsiasi genere, che si effettuano in locali o luoghi aperti al pubblico.
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per commercio, esposizioni e fiere
L’analisi distingue vendita, esposizione, deposito e allestimenti temporanei interni. Una stessa superficie può ospitare configurazioni molto diverse, che devono essere confrontate con il percorso normativo pertinente all’uso effettivo.
- Pubblico e uscite. Quali percorsi rimangono riconoscibili e utilizzabili con scaffali, stand e persone presenti? Servono planimetrie degli allestimenti, affollamenti motivati, aperture, casse, barriere e modalità con cui viene comunicata l’emergenza.
- Incendi nelle merci. Quali posizioni e configurazioni del combustibile sono determinanti per fumi e propagazione? Si documentano categorie di merce, imballaggi, altezze, separazioni dal deposito e sistemi di protezione presenti, evitando uno scenario unico indifferenziato.
- Variazioni degli assetti. Quali modifiche di layout o assortimento possono invalidare le ipotesi? Lo studio identifica geometrie, quantità, materiali e condizioni impiantistiche da mantenere e gli assetti che richiedono una rivalutazione.
La relazione deve distinguere ciò che vale per la configurazione analizzata dalle condizioni generali dell’attività. Per fiere e manifestazioni occorre verificare anche l’esatto inquadramento dell’evento, senza automatismi sulla soggezione.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su esodo del pubblico, fumi e separazione tra vendita e deposito. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per commercio esposizioni e fiere, servono superfici, merci, depositi e allestimenti, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Commercio esposizioni e fiere · SCIA antincendio – Commercio esposizioni e fiere
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





