FSE: Centri elaborazione dati – attività 64

Attività 64 del DPR 151/2011 – Centri elaborazione dati

L’analisi FSE per centri elaborazione dati deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono rivelazione, spegnimento e compartimentazione dei locali tecnici. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da addetti, rack, alimentazioni e continuità di servizio.

Prima dei modelli: il percorso normativo

L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.

Ambito dell’attività

Centri informatici di elaborazione e/o archiviazione dati con oltre 25 addetti

L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.

Quesiti FSE per centri elaborazione dati

Per un centro elaborazione dati occorre distinguere salvaguardia delle persone, protezione degli impianti e obiettivi di continuità del servizio. Ciascun obiettivo richiede criteri espliciti e verifiche coerenti.

  • Origine e propagazione. Come può un incendio localizzato coinvolgere rack, cablaggi o locali tecnici vicini? Servono disposizione delle apparecchiature, percorsi dei cavi, pavimenti e controsoffitti presenti, separazioni e aperture effettive.
  • Ventilazione e rivelazione. I flussi d’aria possono modificare il trasporto dei prodotti della combustione verso i rivelatori e le aree occupate? Si acquisiscono regimi di funzionamento, geometrie, logiche di controllo e condizioni di arresto.
  • Sistemi ed esodo. Come interagiscono allarme, eventuale spegnimento e uscita delle persone? Occorrono caratteristiche del sistema realmente previsto, presenze, accessi, tempi assunti e condizioni di funzionamento necessarie alla dimostrazione.

Eventuali accumulatori, gruppi elettrogeni e depositi ausiliari richiedono una propria caratterizzazione. La verifica deve dichiarare quali prestazioni sono dimostrate e quali aspetti di disponibilità del servizio restano fuori dal suo perimetro.

Dati, scenari e risultati

Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su rivelazione, spegnimento e compartimentazione dei locali tecnici. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.

Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.

Avviare lo studio

Per valutare la fattibilità di uno studio per centri elaborazione dati, servono addetti, rack, alimentazioni e continuità di servizio, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.

Percorsi collegati

Valutazione progetto – Centri elaborazione dati · SCIA antincendio – Centri elaborazione dati

Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo

Riferimenti

VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.

Hai un progetto da gestire?

Parliamone. Valutiamo insieme la strategia migliore per garantire sicurezza e conformità.

    Consulenza FSE, progettazione antincendio e verifiche di resistenza al fuoco per soluzioni su misura conformi e ottimizzate.