Valutazione progetto: Depositi di materie nucleari – attività 60

Attività 60 del DPR 151/2011 – Depositi di materie nucleari

Per depositi di materie nucleari, la preparazione del progetto antincendio parte dai dati che descrivono l’attività reale: inventari, autorizzazioni, confinamento e presidi. Questa raccolta consente di individuare gli adempimenti pertinenti e di impostare le misure da coordinare con il progetto edilizio e impiantistico.

Quando serve la valutazione del progetto

La valutazione preventiva prevista dall’articolo 3 del DPR 151/2011 riguarda le attività di categoria B e C, per nuovi impianti o costruzioni e per modifiche che comportano aggravio delle condizioni di sicurezza antincendio. Per la categoria A non è prevista la stessa procedura preventiva, ma restano la progettazione, la documentazione e gli adempimenti applicabili. Prima di scegliere il procedimento occorre identificare correttamente sottovoce e categoria.

Inquadramento dell’attività

Impianti di deposito delle materie nucleari ed attività assoggettate agli artt. 33 e 52 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 e s.m.i. , con esclusione dei depositi in corso di spedizione

Descrizione dell’Allegato I e coordinamento dei rinvii normativi. La descrizione dell’Allegato I conserva rinvii alla precedente disciplina radioprotezionistica. Per l’inquadramento attuale dell’attività, tali rinvii devono essere coordinati con il D.Lgs. 31 luglio 2020, n. 101 e successive modifiche, tenendo conto della circolare DCPREV n. 12000 del 16 settembre 2020. La soggezione e il procedimento non vanno dedotti dal solo riferimento al D.Lgs. 230/1995 riportato nella formulazione dell’Allegato. Circolare DCPREV 12000/2020 nel repertorio ufficiale VVF.

La definizione storica dell’Allegato I contiene richiami alla disciplina delle radiazioni ionizzanti. L’inquadramento deve essere raccordato con la disciplina vigente e con le autorizzazioni specifiche dell’impianto: non è sufficiente utilizzare il solo testo storico del DPR 151/2011.

Come impostare il progetto

Il confronto tecnico deve affrontare compatibilità delle misure antincendio con la sicurezza nucleare. Questi temi costituiscono punti di analisi, non una lista di impianti sempre obbligatori. Le soluzioni dipendono dalla regola tecnica applicabile, dalle caratteristiche dell’edificio e dalle condizioni di esercizio.

Si raccolgono planimetrie e sezioni aggiornate, informazioni sui materiali e sulle lavorazioni, presenze e turni, impianti esistenti e precedenti pratiche VVF. La relazione chiarisce ipotesi, limiti operativi e misure di sicurezza; gli elaborati grafici devono rendere verificabile la stessa configurazione.

Soluzioni alternative e modifiche

Quando una soluzione conforme non risponde alle caratteristiche dell’opera, si valuta il percorso normativo utilizzabile. La FSE può supportare una dimostrazione prestazionale nei casi ammessi; non rende automaticamente accettabile una difformità e non elimina gli altri adempimenti. Una variante al progetto va esaminata prima di eseguire interventi che incidono sulla sicurezza.

Cosa preparare per il primo confronto

Invia una descrizione di depositi di materie nucleari, il comune dell’intervento, gli elaborati disponibili e le criticità già emerse. Evidenzia se si tratta di nuova attività, ampliamento, cambio d’uso o regolarizzazione. Indica in particolare inventari, autorizzazioni, confinamento e presidi.

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Riferimenti

VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.

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