FSE: Produzione di laterizi e ceramiche – attività 56
Attività 56 del DPR 151/2011 – Produzione di laterizi e ceramiche
L’analisi FSE per produzione di laterizi e ceramiche deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono sorgenti termiche e separazione fra cottura e materiali combustibili. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da addetti, forni, combustibili e imballaggi.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Stabilimenti ed impianti ove si producono laterizi, maioliche, porcellane e simili con oltre 25 addetti
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per laterizi e ceramiche
L’analisi distingue il processo di cottura dalle aree in cui si trovano combustibili, imballaggi e prodotti accessori. La sola presenza di un forno non descrive l’intero rischio del reparto.
- Sorgenti termiche. Quali materiali combustibili possono essere coinvolti dalle apparecchiature calde o da un’anomalia di processo? Servono temperature operative documentate, layout, distanze, isolamento e procedure di arresto delle linee.
- Propagazione ai depositi. Un incendio negli imballaggi o nei materiali ausiliari può interessare strutture e aree produttive vicine? Si raccolgono quantità, configurazione degli stoccaggi, caratteristiche delle chiusure e comunicazioni tra reparti.
- Fumi ed esodo. Quali percorsi possono essere interessati dai fumi mentre le persone raggiungono un luogo sicuro? Vanno rappresentati ingombri delle macchine, presenze per turno, aperture, percorsi e condizioni di allarme.
Il confronto tra scenari chiarisce l’effetto delle separazioni e delle condizioni di esercizio; le misure sui generatori e sulle alimentazioni richiedono il pertinente inquadramento impiantistico.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su sorgenti termiche e separazione fra cottura e materiali combustibili. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per produzione di laterizi e ceramiche, servono addetti, forni, combustibili e imballaggi, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Produzione di laterizi e ceramiche · SCIA antincendio – Produzione di laterizi e ceramiche
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





