FSE: Gruppi elettrogeni e cogeneratori – attività 49
Attività 49 del DPR 151/2011 – Gruppi elettrogeni e cogeneratori
L’analisi FSE per gruppi elettrogeni e cogeneratori deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono ventilazione, scarichi, intercettazione e separazione dei locali. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da potenze, combustibili, serbatoi e ubicazione.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Gruppi per la produzione di energia elettrica sussidiaria con motori endotermici ed impianti di cogenerazione di potenza complessiva superiore a 25 kW
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per gruppi elettrogeni e cogeneratori
Combustibile, ubicazione e funzione del gruppo guidano la selezione degli scenari. Un impianto esterno e uno in locale chiuso pongono quesiti diversi su rilascio, ventilazione e propagazione.
- Una perdita dal circuito di alimentazione può produrre un incendio o altri effetti pericolosi? Si distinguono combustibili liquidi e gassosi, quantità intercettabili e posizione delle sorgenti calde.
- Un incendio del gruppo può raggiungere serbatoi, edifici o apparecchiature vicine? Occorre rappresentare separazioni, aperture, contenimenti e passaggi delle condotte.
- Fumi e calore possono compromettere l’allontanamento degli addetti o funzioni necessarie all’emergenza? Il quesito include l’eventuale dipendenza di altri sistemi dall’energia prodotta.
Servono potenze, schemi del combustibile, ventilazione, scarichi, logiche di arresto e condizioni di manutenzione. I modelli vanno scelti per l’effetto considerato, senza usare una simulazione di incendio come sostituto dell’analisi di dispersione quando necessaria. La dimostrazione deve chiarire obiettivi, affidabilità assunte e condizioni di esercizio che rendono verificabile il risultato per la configurazione progettata.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su ventilazione, scarichi, intercettazione e separazione dei locali. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per gruppi elettrogeni e cogeneratori, servono potenze, combustibili, serbatoi e ubicazione, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Gruppi elettrogeni e cogeneratori · SCIA antincendio – Gruppi elettrogeni e cogeneratori
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





