FSE: Depositi di legno e prodotti affini – attività 36
Attività 36 del DPR 151/2011 – Depositi di legno e prodotti affini
L’analisi FSE per depositi di legno e prodotti affini deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono propagazione tra cataste, irraggiamento e accessibilità. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da quantità, disposizione, ubicazione e distanze esterne.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Depositi di legnami da costruzione e da lavorazione, di legna da ardere, di paglia, di fieno, di canne, di fascine, di carbone vegetale e minerale, di carbonella, di sughero e di altri prodotti affini con quantitativi in massa superiori a 50.000 kg con esclusione dei depositi all’aperto con distanze di sicurezza esterne superiori a 100 m
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per depositi di legno e prodotti affini
Cataste di legname, balle vegetali, sughero e prodotti carboniosi richiedono scenari distinti. Per depositi esterni e interni cambiano ventilazione, esposizione agli edifici e modalità di accesso dei soccorsi.
- L’incendio di una catasta può coinvolgere quelle vicine o un fabbricato? Si valutano geometria, disposizione, superfici esposte e condizioni ambientali pertinenti alla propagazione.
- Un riscaldamento interno del materiale, dove plausibile, può essere individuato prima dell’estensione dell’evento? La selezione dello scenario considera tipo di prodotto, condizioni di conservazione e controlli documentati.
- Fumi, calore o collasso delle cataste possono impedire percorsi di allontanamento e accessi operativi? Occorre rappresentare transiti, piazzali e posizioni realistiche degli operatori.
Si raccolgono natura e umidità dei materiali, dimensioni delle cataste, rotazione delle scorte, distanze e topografia. La dimostrazione deve collegare esposizioni e propagazione agli obiettivi scelti, dichiarando sensibilità al vento e alle altre ipotesi rilevanti. Eventuali limiti di altezza, distribuzione e accumulo adottati nel calcolo diventano condizioni da mantenere nell’esercizio.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su propagazione tra cataste, irraggiamento e accessibilità. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per depositi di legno e prodotti affini, servono quantità, disposizione, ubicazione e distanze esterne, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Depositi di legno e prodotti affini · SCIA antincendio – Depositi di legno e prodotti affini
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





