FSE: Depositi di carta e archivi – attività 34

Attività 34 del DPR 151/2011 – Depositi di carta e archivi

L’analisi FSE per depositi di carta e archivi deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono carico di incendio, protezione delle strutture e propagazione tra scaffali. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da masse, scaffalature, altezze e geometria dei locali.

Prima dei modelli: il percorso normativo

L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.

Ambito dell’attività

Depositi di carta, cartoni e prodotti cartotecnici, archivi di materiale cartaceo, biblioteche, depositi per la cernita della carta usata, di stracci di cascami e di fibre tessili per l’industria della carta, con quantitativi in massa superiori a 5.000 kg

L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.

Quesiti FSE per depositi di carta, archivi e biblioteche

Un archivio accessibile al pubblico, un deposito di bobine e un’area di carta da recupero non hanno lo stesso uso né la stessa disposizione del combustibile. Gli scenari vanno differenziati.

  • Un incendio localizzato può propagarsi tra scaffali, scaffalature mobili o balle? Si esaminano configurazioni aperte e chiuse, corridoi, altezze e continuità dei materiali.
  • I fumi possono compromettere l’allontanamento di visitatori o personale impegnato nella consultazione? La verifica considera effettiva presenza di pubblico, familiarità con i percorsi e tempi di risposta.
  • L’incendio del deposito può esporre strutture o locali confinanti oltre l’obiettivo assunto? Sono rilevanti aperture, comunicazioni verticali, geometria e distribuzione delle scorte.

Occorrono inventario per area, tipologia dei supporti, configurazioni consentite degli arredi, sezioni dell’edificio e caratteristiche delle protezioni. Il modello deve distinguere il quesito di esodo da quello strutturale o di propagazione. La dimostrazione deve rendere verificabili anche le condizioni di conservazione dei materiali e i limiti di riempimento sui quali si basa, evitando di trattare la massa complessiva come unica informazione sufficiente.

Dati, scenari e risultati

Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su carico di incendio, protezione delle strutture e propagazione tra scaffali. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.

Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.

Avviare lo studio

Per valutare la fattibilità di uno studio per depositi di carta e archivi, servono masse, scaffalature, altezze e geometria dei locali, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.

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Riferimenti

VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.

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