FSE: Fiammiferi – attività 25
Attività 25 del DPR 151/2011 – Fiammiferi
L’analisi FSE per fiammiferi deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono facilità di innesco e separazione delle aree di lavorazione e stoccaggio. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da produzione, quantitativi, imballaggi e depositi.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Fabbriche di fiammiferi; depositi di fiammiferi con quantitativi in massa superiori a 500 kg
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per fabbriche e depositi di fiammiferi
Produzione e deposito dei fiammiferi richiedono scenari coerenti con le fasi presenti: materie prime, preparati, prodotto finito e confezionamento. La disponibilità di dati sui materiali precede la modellazione.
- Un evento nella lavorazione può coinvolgere altri preparati, il prodotto in attesa o le linee di confezionamento?
- L’incendio di imballaggi e colli può propagarsi tra scaffalature o aree di deposito con modalità differenti rispetto a un combustibile uniforme?
- Fumi, calore e velocità di coinvolgimento dei materiali consentono agli addetti di abbandonare le zone interessate e raggiungere un luogo sicuro?
Servono composizioni documentate, quantità per fase, confezionamento, disposizione reale, ventilazione e modalità di movimentazione. Il risultato deve giustificare gli scenari, la crescita dell’incendio e le condizioni di esodo rispetto alle misure proposte e alla disciplina applicabile. Preparati chimici e prodotto confezionato non sono automaticamente equivalenti. Eventuali reazioni rapide o fenomeni esplosivi devono essere valutati specificamente, senza ricondurli alla sola potenza termica assunta per l’incendio degli imballaggi.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su facilità di innesco e separazione delle aree di lavorazione e stoccaggio. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per fiammiferi, servono produzione, quantitativi, imballaggi e depositi, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Fiammiferi · SCIA antincendio – Fiammiferi
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





