FSE: Produzione e impiego di esplodenti – attività 17
Attività 17 del DPR 151/2011 – Produzione e impiego di esplodenti
L’analisi FSE per produzione e impiego di esplodenti deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono distanze, segregazione e scenari incidentali specifici degli esplodenti. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da classificazione delle sostanze, quantità e licenze.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Stabilimenti ed impianti ove si producono, impiegano o detengono sostanze esplodenti classificate come tali dal regolamento di esecuzione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 6 maggio 1940, n. 635, e successive modificazioni ed integrazioni
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per produzione e impiego di esplodenti
La presenza di sostanze esplodenti impone un inquadramento specialistico nella disciplina specifica. Un’analisi di incendio può contribuire allo studio, ma non rappresenta automaticamente esplosione, proiezioni ed effetti concatenati.
- Un incendio esterno o di materiali accessori può raggiungere sostanze esplodenti, fasi di lavorazione o locali destinati alla loro conservazione?
- Come incidono separazioni, distribuzione delle quantità e operazioni simultanee sulla possibilità di coinvolgimento di unità vicine?
- Le persone possono allontanarsi e le funzioni di emergenza restano utilizzabili negli scenari coerenti con i prodotti effettivamente presenti?
Servono classificazioni dei prodotti, caratteristiche documentate, quantità per fase, geometrie, modalità operative e informazioni sulle incompatibilità. Il risultato deve precisare quali effetti vengono valutati e quali richiedono competenze, prove o modelli dedicati. Le misure proposte vanno confrontate con i requisiti e il procedimento applicabili. Non è corretto ricondurre l’intero rischio a un carico di incendio equivalente o considerare una verifica termica come dimostrazione del controllo degli effetti esplosivi.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su distanze, segregazione e scenari incidentali specifici degli esplodenti. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per produzione e impiego di esplodenti, servono classificazione delle sostanze, quantità e licenze, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Produzione e impiego di esplodenti · SCIA antincendio – Produzione e impiego di esplodenti
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





