FSE: Preparazione di oli lubrificanti e diatermici – attività 11
Attività 11 del DPR 151/2011 – Preparazione di oli lubrificanti e diatermici
L’analisi FSE per preparazione di oli lubrificanti e diatermici deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono perdite di olio caldo, protezione delle strutture e compartimentazione. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da volumi, temperature, circuiti e modalità di riscaldamento.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Stabilimenti ed impianti per la preparazione di oli lubrificanti, oli diatermici e simili, con punto di infiammabilità superiore a 125 °C, con quantitativi globali in ciclo e/o in deposito superiori a 5 m3
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per oli lubrificanti e diatermici
Per la preparazione degli oli occorre confrontare le proprietà dei prodotti con le temperature reali di processo. La descrizione dell’attività comprende miscelazione, riscaldamento, trasferimento e deposito intermedio.
- Una perdita di olio caldo può raggiungere superfici o apparecchiature capaci di innescarla, anche lontano dal punto di fuoriuscita?
- L’incendio di una pozza o di un getto può coinvolgere serbatoi, sostegni e collegamenti, estendendosi ad altre parti dell’impianto?
- L’arresto delle pompe e del riscaldamento modifica in modo significativo la durata dello scenario e l’esposizione dei lavoratori?
Servono temperature, proprietà degli oli, pressioni, portate, quantità trattenute nelle linee e caratteristiche delle superfici calde. Il risultato deve legare la sequenza incidentale agli effetti termici e alle condizioni di allontanamento. Drenaggi e contenimenti vanno rappresentati nella configurazione reale. Il comportamento di spruzzi, nebbie o prodotti degradati non può essere sostituito senza giustificazione con quello di un combustibile generico a temperatura ambiente.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su perdite di olio caldo, protezione delle strutture e compartimentazione. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per preparazione di oli lubrificanti e diatermici, servono volumi, temperature, circuiti e modalità di riscaldamento, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Preparazione di oli lubrificanti e diatermici · SCIA antincendio – Preparazione di oli lubrificanti e diatermici
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





