FSE: Gas in serbatoi fissi – attività 4
Attività 4 del DPR 151/2011 – Gas in serbatoi fissi
L’analisi FSE per gas in serbatoi fissi deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono irraggiamento sui serbatoi, distanze e disponibilità dei sistemi di sicurezza. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da capacità geometrica, gas, serbatoi e distanze.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Depositi di gas infiammabili in serbatoi fissi: 1. compressi per capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0, 75 m3; 2. disciolti o liquefatti per capacità geometrica complessiva superiore o uguale a 0,3 m3;
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per gas in serbatoi fissi
La valutazione dei serbatoi fissi collega condizioni di stoccaggio, sistema di trasferimento e possibili sorgenti di incendio. Il percorso progettuale va definito sulla disciplina propria del gas e dell’impianto.
- Quali effetti avrebbe un rilascio da connessioni, pompe o tubazioni nelle condizioni di esercizio e durante il rifornimento?
- Un incendio nelle vicinanze potrebbe riscaldare il serbatoio, i suoi sostegni o i dispositivi necessari a interrompere l’alimentazione?
- Le configurazioni di drenaggio, confinamento e ventilazione modificano l’estensione degli effetti verso edifici, confini e punti di raccolta?
Sono utili caratteristiche del gas, capacità, pressione, grado di riempimento, geometrie e sequenze di arresto. La dimostrazione deve rendere verificabile la protezione dei bersagli considerati e la praticabilità delle azioni previste. Eventuali rilasci bifase, transitori di depressurizzazione e cedimenti dei recipienti devono essere trattati con modelli pertinenti, senza estendere oltre il loro campo di validità le simulazioni di incendio.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su irraggiamento sui serbatoi, distanze e disponibilità dei sistemi di sicurezza. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per gas in serbatoi fissi, servono capacità geometrica, gas, serbatoi e distanze, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Gas in serbatoi fissi · SCIA antincendio – Gas in serbatoi fissi
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





