FSE: Compressione e decompressione di gas – attività 2
Attività 2 del DPR 151/2011 – Compressione e decompressione di gas
L’analisi FSE per compressione e decompressione di gas deve rispondere a un quesito progettuale preciso. I temi da esaminare comprendono ventilazione, intercettazione e propagazione verso installazioni vicine. La selezione delle analisi avviene sulla configurazione reale, descritta da portata nominale, pressione, ubicazione e rete servita.
Prima dei modelli: il percorso normativo
L’impiego della Fire Safety Engineering richiede di verificare la normativa applicabile e il percorso di dimostrazione ammesso. Le strategie del Codice non si trasferiscono automaticamente a ogni attività del DPR 151/2011. Dove il Codice è applicabile, le soluzioni alternative devono rispettarne metodi, obiettivi e condizioni; negli altri casi occorre inquadrare la disciplina specifica e l’eventuale procedimento necessario.
Ambito dell’attività
Impianti di compressione o di decompressione dei gas infiammabili e/o comburenti con potenzialità superiore a 50 Nm3/h, con esclusione dei sistemi di riduzione del gas naturale inseriti nelle reti di distribuzione con pressione di esercizio non superiore a 0,5 MPa
L’inquadramento va verificato sull’intera attività e sulle eventuali attività accessorie: il nome commerciale dell’impresa, da solo, non determina la soggezione né la categoria.
Quesiti FSE per compressione e decompressione dei gas
Per una stazione di compressione o decompressione, il quesito nasce dalle condizioni del gas e dalle possibili perdite in apparecchiature, tenute e collegamenti, nel quadro della normativa specifica.
- Quale rilascio è rappresentativo di un guasto del compressore o del gruppo di riduzione, prima e dopo la chiusura delle valvole?
- L’incendio conseguente potrebbe compromettere la linea parallela, la strumentazione di sicurezza o i comandi necessari alla fermata?
- La ventilazione del locale e la disposizione delle aperture favoriscono accumuli o interferenze con l’uscita degli addetti?
I dati utili comprendono composizione del gas, pressioni, temperature, curve operative, volumi isolabili e logiche di arresto. Il risultato deve chiarire esposizione delle apparecchiature, accessibilità dei comandi e condizioni di esodo. Le assunzioni sulla disponibilità della ventilazione vanno dichiarate. Effetti di pressione, dispersione e innesco richiedono metodi adeguati; la sola analisi termica non esaurisce il rischio di processo.
Dati, scenari e risultati
Il modello deve rappresentare gli aspetti che incidono su ventilazione, intercettazione e propagazione verso installazioni vicine. Occorre documentare geometria, combustibili e relative fonti, condizioni iniziali, impianti, occupanti e scenari selezionati. I risultati devono essere confrontati con criteri di accettazione dichiarati, discutendo sensibilità e limiti del modello.
Una visualizzazione CFD non costituisce, da sola, la dimostrazione di sicurezza. Il fascicolo deve rendere tracciabili scelte, input, verifiche e condizioni d’uso. Dove l’analisi coinvolge strutture o impianti, i risultati devono essere coordinati con le rispettive verifiche specialistiche.
Avviare lo studio
Per valutare la fattibilità di uno studio per compressione e decompressione di gas, servono portata nominale, pressione, ubicazione e rete servita, elaborati aggiornati e una descrizione della criticità. L’analisi iniziale definisce il perimetro del lavoro e i dati mancanti prima di avviare le simulazioni.
Percorsi collegati
Valutazione progetto – Compressione e decompressione di gas · SCIA antincendio – Compressione e decompressione di gas
Supporto ai professionisti · Richiedi un confronto sul progetto · Repertorio normativo
Riferimenti
VVF: regole tecniche e chiarimenti per attività · VVF: procedure di prevenzione incendi. Riferimenti da verificare nella versione vigente in relazione al singolo intervento.





