In una situazione inaspettata, la prima emozione da cui si è colti è la sorpresa, che anche se molto breve, ci permette di avere il giusto tempo per comprendere ciò che sta avvenendo. Infatti, è proprio la fase successiva a questa prima emozione che inquadra l’evento in senso negativo o positivo.

Nell’istante successivo all’evento si attivano due meccanismi fondamentali: rabbia (attacco) o paura (fuga), poiché il cervello non è in grado di associare ciò che avviene in qualcosa di famigliare.

Prorpio da questi sentimenti primordiali, derivano quelli che sono i comportamenti della folla durante una situazione di crisi.

Diventa quindi fondamentale capirli appieno per poterli trattare anche in situazioni inaspettate che generano il panico nel collettivo.

In tal modo, si possono trovare le soluzioni più idonee per individuare il giusto livello di comunicazione con un “individuo”, che non è rappresentato dalla somma dei singoli, bensi da una vera e propria entità che ragiona e si muove ingegnosamente.

Fondamentale risulta capire le caratteristiche del raggruppamento, ovvero il motivo che spinge la folla a crearsi e quelle che sono le necessità stesse dei singoli. Basti pensare alla differenza sostanziale tra la folla che costituisce un concerto oppure quella che costituisce una funzione religiosa.

E’ importante anche vedere la natura dell’evento in quanto modifica gli obbiettivi della folla, infatti in un concerto lo scopo del giovane sarà quello di essere il più vicino al palco, proprio lì dove l’affollamento sarà maggiore e difficilmente sarà disposto ad abbandonare il posto dopo aver faticato per coinquistarlo.

E’ anche vero che in una manifestazione pubblica coesistono diverse esigenze, in quanto in un concerto che avviene in piazza si possono incontrare anche intere famiglie con bambini che sicuramente non occuperanno posti prossimi al palco, sia per la difficoltà d’arrivarci, sia perché è insito nella natura dei genitori il pensiero di godere ugualmente dello spettacolo, ma “a giusta distanza evitando pericoli”.

Proprio da queste semplicissime considerazioni, si partirà per trattare un esempio di una qualsiasi manifestazione di carattere pubblico che possa avvenire in piazza, come un concerto.

Il 18 luglio 2018 il Ministro dell’Interno ha emanato la circolare n.11001/1/110/(10) con oggetto “Modelli organizzativi e procedurali per garantire alti livelli di sicurezza in occasione di manifestazioni pubbliche”.

Lo scopo di questa Circolare è quello di favorire, nell’ottica di un “approccio flessibile”, la migliore parametrazione delle misure cautelari rispetto alle “vulnerabilità” rilevate in relazione a ciascun evento.

Infatti il capitolo 10 “Casi Particolari” cita: “…Per le manifestazioni storiche caratterizzate da peculiari criticità e per le quali le condizioni di tutela dei beni storici, monumentali ed ambientali non consentano la completa attuazione delle misure riportate nella presente linea guida potrà farsi ricorso, ai fini del calcolo dei parametri dell’affollamento e dell’esodo, ai metodi prestazionali previsti dagli strumenti propri dell’ingegneria della sicurezza. A tal proposito, adottando l’approccio ingegneristico, il progettista dovrà dettagliare i passaggi che conducono ad individuare le condizioni più rappresentative del rischio al quale l’attività è esposta e quali siano i livelli di prestazione cui riferirsi in relazione agli obiettivi di sicurezza da perseguire…”.

In quest’ottica si tratterà, esclusivamente a titolo esemplificativo, l’applicazione dell’ingegneria della sicurezza ad una qualsiasi possibile manifestazione che si possa svolgere presso Piazza Sant’Oronzo di Lecce.

La piazza è il simbolo della storia millenariadi Lecce e in essa convivono stili e forme architettoniche di epoche diverse, perciò risulta evidente l’importanza storica e monumentale del luogo.

Nella trattazione si terrà conto, oltre ai classici modelli fluidodinamici per comprendere al meglio i possibili meccanismi di esodo, anche dei comportamenti umani per costruire al meglio un piano di emergenza.

Di seguito si riporta uno stralcio planimetrico della zona in cui si ipotizza la manifestazione.

Suddivisione di Piazza Sant’Oronzo in Aree

In primo luogo si suddivide l’area in 3 differenti zone:

  • Zona rossa: Rappresentativa dell’area in cui si svolge l’evento e in cui si ha il maggiore affollamento e densità di occupanti per cui deve sussitere un elevato grado di attenzione;
  • Zona Arancio: Rappresenta la zona in cui la densità di persone tende a essere ancora elevata ma minore rispetto alla zona rossa, in quanto si è in prossimità dell’evento ed è il primo luogo in cui avvengono code nelle zone d’ingresso;
  • Zona Verde: Oltre tale confine le condizioni di densità e affollamento tornano nei normali regimi.

Nello specifico la zona rossa sarà descritta dalla presenza del palco, di un backstage, di differenti settori nonché di zone dedicate ai soccorritori con i loro mezzi.

Suddivisione dell’evento in settori

L’area che ospita l’evento è di circa 5480 [m2] per cui si avrà un’affollamento stimato di circa 10960 persone.

Area [mq] A [pers/mq] n°persone
5480.00 2.00 10960

Visto l’affollamento superiore a 10.000 presenti, si prevede la separazione in settori, separati tra loro mediante l’interposizione di spazi liberi in cui è vietato lo stazionamento di pubblico ed automezzi non in emergenza aventi larghezza non inferiore a 5 metri:

  • le separazioni di tipo “mobile” garantiranno la resistenza ad una pressione su metro lineare superiore a 300 N/m al fine di evitare che, a seguito di ribaltamento, le stesse separazioni possano causare la caduta di persone e il conseguente calpestamento;
  • lungo le separazioni di tipo mobile si prevedono degli attraversamenti presidiati in ragione di uno ogni 10 m.

La normativa ci prescrive di individuare almeno due settori, ma è compito del progettista individuare la migliore conformazione di tali settori in base alla natura dell’evento.

Per le considerazioni fatte inizialmente, si è utilizzata questa suddivisione tenendo conto delle diverse sfaccettature della folla:

  • Le persone si spostano cercando di andare molto più velocemente di quanto non facciano normalmente, ed un eventuale impedimento della velocità crea uno stato di tensione;
  • Queste differenti velocità dipendono anche dalle condizioni fisiche (una persona anzina è più lenta di un ragazzo) dalla presenza di una carrozzina di un bambino o dall’impazienza di lasciare l’area;
  • Probabilmente durante l’esodo le persone si sposteranno in direzioni differenti e questo sarà in funzione anche della disponibilità di una via di fuga rispetto ad un’altra o dallo stesso intralcio dovuto dagli occupanti per cercare amici e parenti.

Il settore S3 è stato pensato con un’idea ben precisa, ovvero creare un’area dedicata sia alle famiglie, che comunque vogliono godere dell’evento nel migliore dei modi, che per i disabili. Tale settore avrà un’uscita dedicata in modo da far defluire la folla in modo ottimale.

Inoltre, è stato scelto sia per la posizione rispetto al palco, sia per la possibilità di ottenere uno spazio calmo in prossimità con personale operativo e punto di raccolta riservato.

Si nota anche la presenza dei settori S4 e S2 nelle vicinanze del palco. Questi sono stati suddivisi dal resto della folla in quanto, in un evento critico, la possibilità di una calca sarà maggiore rispetto al settore S1, che, oltre a godere di spazzi maggiori e densità di affollamento minore, avrà anche la prossimità delle uscite di sicurezza.

Individuati i settori si verificano anche le zone di ingresso/uscita all’evento.

Identificazione delle US

Le uscite sono state dettate in funzione della disposizione dei settori, nonché della loro stessa conformazione. Si nota che alcune possibili US non vengono utilizzate, in quanto presentano strizioni che possono portare alla formazione di calca ed aumento della densità.

Individuate le US, si scelgono i Punti di Raccolta con lo scopo di raccogliere le persone in luogo sicuro, all’interno del quale è possibile ritrovarsi, organizzarsi e soprattutto sentirsi al sicuro.

Identificazione dei punti di raccolta

Ora risulta di fondamentale importanza individuare le zone in cui stazionano i soccorritori con i loro mezzi, nonché le strade da intraprendere per uscire il più velocemente dall’evento con gli automezzi soccorrendo eventuali feriti.

Viabilità di emergenza

A valle della progettazione si è deciso di verificare con software fluidodinamici la veridicità delle ipotesi effettuate.

Analisi fluidodinamica dell’esodo

Si riporta di seguito l’andamento della densità di affollamento nel tempo:

Densità di affollamento a 0.00 minuti
Densità di affollamento a 1.00 minuto
Densità di affollamento a 2.00 minuti
Densità di affollamento a 3.00 minuti
Densità di affollamento a 4.44 minuti

Come si può notare l’esodo avviene nel minor tempo possibile e lungo la via non si generano situazioni in cui si venga a creare una densità di affollamento rilevante.

Durante la verifica, si è provato anche ad utilizzare le altre 2 vie d’esodo precendentemente chiuse. Si nota che in questo caso si vengono a formare gravi condizioni di densità che comporterebbero pericoli per l’esodo in sicurezza.

Restringimento puntuale
Effetto arco

Altro fondamentale aspetto da non trascurare è la comunicazione da adottare in caso di emergenza.

Come analizzato inizialmente, è necessario evitare, in caso di emergenza, condizioni che possano condurre alla paura nonché al panico. Ciò può essere evitato redendo consapevole la folla di possibili emergenze e spiegando ad essa come comportarsi per non trovarsi in una condizione di incosapevolezza.

Un esempio dal quale prendere spunto possono essere le istruzioni che vengono impartite in aereo prima del decollo dalle hostess di volo: esse segnalano le uscite, sia con una registrazione audio in differenti lingue, sia con gesti volti a indicarle.

Nel nostro caso prima del concerto lo speaker dovrebbe dare istruzioni audio in differenti lingue sui comportamenti da intraprendere in caso di pericolo. Inoltre, sullo schermo del palco possono essere proiettate eventuali istruzioni e mostrare quali sono e dove si trovano le uscite di emergenza. Le uscite, a loro volta, possono essere segnalate da led, che durante la spiegazione, illuminandosi, attirino l’attenzione della folla.

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