S.1.1 Premessa

La reazione al fuoco è una misura antincendio di protezione passiva che esplica i suoi principali effetti nella fase iniziale dell’incendio, con l’obiettivo di limitare l’innesco dei materiali e la propagazione dell’incendio. Essa si riferisce al comportamento al fuoco dei materiali nelle effettive condizioni finali di applicazione, con particolare riguardo al grado di partecipazione all’incendio che essi manifestano in condizioni standardizzate di prova.

2.Tali requisiti sono applicati agli ambiti dell’attività ove si intenda limitare la partecipazione dei materiali alla combustione e ridurre la propagazione
dell’incendio.

S.1.2 Livelli di prestazione

  1. La tabella S.1-1 riporta i livelli di prestazione attribuibili agli ambiti dell’attività per la presente misura antincendio.
Tabella S.1-1: Livelli di prestazione
Tabella S.1-1: Livelli di prestazione

S.1.3 Criteri di attribuzione dei livelli di prestazione

  1. Le tabelle S.1-2 ed S.1-3 riportano i criteri generalmente accettati per l’attribuzione dei singoli livelli di prestazione.
Tabella S.1-2: Criteri di attribuzione dei livelli di prestazione alle vie d’esodo dell’attività
Tabella S.1-2: Criteri di attribuzione dei livelli di prestazione alle vie d’esodo dell’attività
Tabella S.1-3: Criteri di attribuzione dei livelli di prestazione ad altri locali dell’attività
Tabella S.1-3: Criteri di attribuzione dei livelli di prestazione ad altri locali dell’attività

S.1.4 Soluzioni progettuali

  1. Di seguito sono riportate, per ciascun livello di prestazione, le soluzioni conformi riferite ai gruppi di materiali GM0, GM1, GM2, GM3, GM4 definiti nel paragrafo S.1.5.
  2. Sono esclusi da valutazione dei requisiti di reazione al fuoco i materiali indicati nel paragrafo S.1.6.
  3. Indipendentemente dalle soluzioni conformi adottate per i rivestimenti, sono comunque ammessi materiali, installati a parete o a pavimento, compresi nel gruppo di materiali GM4, per una superficie ≤ 5% della superficie lorda interna delle vie d’esodo o dei locali dell’attività (es. somma delle superfici lorde di soffitto, pareti, pavimento ed aperture del locale).

S.1.4.1 Soluzioni conformi per il livello di prestazione II

  1. Si considera soluzione conforme l’impiego di materiali compresi del gruppo GM3.

S.1.4.2 Soluzioni conformi per il livello di prestazione III

  1. Si considera soluzione conforme l’impiego di materiali compresi nel gruppo GM2.

S.1.4.3 Soluzioni conformi per il livello di prestazione IV

  1. Si considera soluzione conforme l’impiego di materiali compresi nel gruppo GM1.

S.1.4.4 Soluzioni alternative

  1. Sono ammesse soluzioni alternative per tutti i livelli di prestazione.
  2. Al fine di dimostrare il raggiungimento del livello di prestazione, il progettista deve impiegare uno dei metodi del paragrafo G.2.7.
  3. In tabella S.1-4 sono riportate alcune modalità generalmente accettate per la progettazione di soluzioni alternative. Il progettista può comunque impiegare modalità diverse da quelle elencate.
Tabella S.1-4: Modalità progettuali per soluzioni alternative
Tabella S.1-4: Modalità progettuali per soluzioni alternative

S.1.5 Classificazione dei materiali in gruppi

  1. Le classi di reazione al fuoco indicate nel presente paragrafo sono riferite:
    a. alle classi di reazione al fuoco italiane di cui al DM 26/6/1984; le classi italiane indicate con [Ita] sono quelle minime previste per ciascun livello di prestazione;
    b. alle classi di reazione al fuoco europee attribuibili ai soli prodotti da costruzione, con riferimento al DM 10/3/2005; le classi europee indicate con [EU], esplicitate in classi principali e classi aggiuntive (s, d, a), sono quelle minime previste per ciascun livello di prestazione. Sono ammesse classi di reazione al fuoco caratterizzate da numeri cardinali inferiori a quelli indicati in tabella o da lettere precedenti nell’alfabeto (es. se è consentita la classe C-s2,d1 sono consentite anche le classi B-s2,d1; C-s1,d1; C-s2,d0 …).
  2. Il gruppo di materiali GM0 è costituito da tutti i materiali aventi classe 0 di reazione al fuoco italiana o classe A1 di reazione al fuoco europea. Questi materiali sono anche denominati materiali incombustibili.
  3. Le tabelle S.1-5, S.1-6, S.1-7, S.1-8 riportano la classe di reazione al fuoco per i materiali compresi nei gruppi di materiali GM1, GM2, GM3.
  4. Il gruppo di materiali GM4 è costituito da tutti i materiali non compresi nei gruppi di materiali GM0, GM1, GM2, GM3.
Tabella S.1-5: Classificazione in gruppi per arredamento, scenografie, tendoni per coperture
Tabella S.1-5: Classificazione in gruppi per arredamento, scenografie, tendoni per coperture
Tabella S.1-6: Classificazione in gruppi di materiali per rivestimento e completamento
Tabella S.1-6: Classificazione in gruppi di materiali per rivestimento e completamento
Tabella S.1-7: Classificazione in gruppi di materiali per l’isolamento
Tabella S.1-7: Classificazione in gruppi di materiali per l’isolamento
Tabella S.1-8: Classificazione in gruppi di materiali per impianti

S.1.6 Esclusione dalla verifica dei requisiti di reazione al fuoco

  1. Se non diversamente indicato o determinato in esito a specifica valutazione del rischio, non è richiesta la verifica dei requisiti di reazione al fuoco dei seguenti materiali:
    a. materiali stoccati od oggetto di processi produttivi (es. beni in deposito, in vendita, in esposizione …);
    b. elementi strutturali portanti per i quali sia già richiesta la verifica dei requisiti di resistenza al fuoco;
    c. materiali protetti con separazioni di classe di resistenza al fuoco almeno K 30 o EI 30.
  2. Per eventuali rivestimenti ed altri materiali applicati sugli elementi strutturali di cui al comma 1 lettera b rimane comunque obbligatoria la verifica dei requisiti di reazione al fuoco in funzione dei pertinenti livelli di prestazione di reazione al fuoco.

S.1.7 Indicazioni complementari

  1. La verifica dei requisiti minimi di reazione al fuoco dei materiali da costruzione va effettuata rispettando il DM 10/03/2005, mentre per gli altri materiali va effettuata rispettando il DM 26/06/1984.
  2. Sulle facciate devono essere utilizzati materiali di rivestimento che limitino il rischio di incendio delle facciate stesse nonché la sua propagazione, a causa di un eventuale fuoco avente origine esterna o origine interna, per effetto di fiamme e fumi caldi che fuoriescono da vani, aperture, cavità e interstizi.
    Nota Utile riferimento è costituito dalle circolari DCPST n. 5643 del 31 marzo 2010 e DCPST n. 5043 del 15 aprile 2013 recanti guida tecnica su “Requisiti di sicurezza antincendio delle facciate negli edifici civili”.
    Si richiama la possibilità di prevedere prestazioni di reazione al fuoco anche per altri materiali (es. porte, lucernari, pannelli fotovoltaici, …) laddove la valutazione del rischio ne evidenzi la necessità (es. percorsi di esodo con presenza rilevante di porte, percorsi di esodo con presenza significativa di lucernari, coperture combustibili sottostanti a pannelli fotovoltaici, …).

S.1.8 Riferimenti

  1. Si indicano i seguenti riferimenti:
    a. Commissione europea, Direzione generale per le Imprese e l’industria, “Construction – Harmonised European Standards”, documentazione da
    http://ec.europa.eu/enterprise/sectors/construction/declaration-ofperformance
    b. Decreto del Ministero dell’Interno 10 marzo 2005 “Classi di reazione al fuoco per i prodotti da costruzione da impiegarsi nelle opere per le quali è prescritto il requisito della sicurezza in caso d’incendio”;
    c. Decreto del Ministero dell’Interno 26 giugno 1984 “Classificazione di reazione al fuoco ed omologazione dei materiali ai fini della prevenzione incendi”;
    d. sezione “Prodotti antincendio sicuri” della pagina web:
    http:// www.vigilfuoco.it

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